Ci sono cose che i papà fanno meglio delle mamme, scoprite quali!
Essere
genitori è un impegno che coinvolge in maniera completa la coppia.
Il “gioco di squadra” è necessario per gestire al meglio gli impegni e i doveri nei confronti dei figli.
In realtà, nella maggior parte dei casi, noi donne prendiamo in mano la gestione completa dell’educazione dei figli (nel 72% dei casi secondo i dati Istat).
Purtroppo, in questo modo, finiamo per diventare troppo esigenti con noi stesse, maniache di perfezionismo, stanche, stressate e frustrate per non avere mai un attimo di pace da dedicare a noi stesse.
Non si prendono sul serio come fanno le mamme, non hanno paura di deludere le aspettative o di sbagliare. Sono spontanei e affrontano tutto con più naturalezza e leggerezza.
Sono ironici e non hanno paura di mostrare la loro imperfezioni davanti ai figli, a fare una sana risata con loro di fronte ad un piccolo errore o difficoltà.
Ciò non significa non metterci impegno ma ricordarsi che sdrammatizzare ogni tanto fa bene.
Non serve essere perfetti per essere dei buoni genitori.
I papà sembrano saperlo molto bene.
Spesso si rendono disponibili ad aiutare le loro compagne nella gestione dei vari impegni dei figli oppure nella gestione delle faccende domestiche. Propongono il loro aiuto anche se spesso questo intento non viene preso in considerazione.
Affidare loro qualche incombenza per sollevarci da tutte le fatiche di cui ci carichiamo è un aiuto prezioso. Il risultato è assicurato comunque anche se magari in modo meno preciso e curato nel dettaglio.
I papà inoltre non esitano a chiedere la collaborazione dei figli nella gestione di determinate situazioni, stimolando così in loro l’autonomia e il senso di responsabilità. Tendono a lasciare che se la sbrighino un po’ più da soli.
La loro spontaneità fa sentire i figli a proprio agio e nello stesso tempo sicuri e protetti.
Sono rimasta colpita da una celebre frase che voglio condividere con voi:
“Mio padre non mi ha detto come vivere, ha vissuto e mi ha fatto osservare come si fa” – Clarence B. Kelland.
Seguire l’esempio di un padre aiuta i maschi ad avere un modello a cui ispirarsi e le femmine a cercare in futuro un uomo che assomigli a lui.
I padri
sono fonte di ispirazione esattamente come le madri e, in occasione della loro
festa, ho voluto rendere partecipi alcuni papà speciali chiedendo loro cosa
significhi ricoprire questo importante ruolo nella vita dei propri figli.
“Cara Blablabla, accolgo con piacere la tua richiesta e cerco di esprimere al meglio le mie sensazioni di papà.
Potrei dirti tante cose che rendono bellissimo il ruolo di essere padre, dal primo momento in cui tieni in braccio un figlio fino ad arrivare a quando è un po' più grandicello e cerchi la comunicazione con lui...entrambe le cose ti rendono orgoglioso (sebbene comportino difficoltà) ma io penso che la quotidianità e l'essergli sempre accanto possa essere fondamentale nel percorso di crescita.
Il “gioco di squadra” è necessario per gestire al meglio gli impegni e i doveri nei confronti dei figli.
In realtà, nella maggior parte dei casi, noi donne prendiamo in mano la gestione completa dell’educazione dei figli (nel 72% dei casi secondo i dati Istat).
Purtroppo, in questo modo, finiamo per diventare troppo esigenti con noi stesse, maniache di perfezionismo, stanche, stressate e frustrate per non avere mai un attimo di pace da dedicare a noi stesse.
Ebbene,
tutto ciò è veramente necessario? È giusto tenere tutto il carico sulle proprie
spalle? No.
La figura del padre deve essere coinvolta
il più possibile nella gestione quotidiana delle dinamiche famigliari.
Dobbiamo
imparare a coinvolgere di più i nostri compagni e affidare loro parte della
gestione dei figli senza aver nessun timore e sapete perché?
“Ci
sono cose che i papà fanno meglio delle mamme. Sanno sdrammatizzare, andare
dritti alla meta, sanno improvvisare e non hanno paura di apparire imperfetti” (spiega
la psicologa Maria Vittoria Giusti).
Questo
il ritratto dei padri di oggi:
I papà
sono meno ansiosi di essere genitori perfetti e questo li rende più flessibili
e capaci di risolvere i problemi in modo diverso ma non meno efficace.Non si prendono sul serio come fanno le mamme, non hanno paura di deludere le aspettative o di sbagliare. Sono spontanei e affrontano tutto con più naturalezza e leggerezza.
Sono ironici e non hanno paura di mostrare la loro imperfezioni davanti ai figli, a fare una sana risata con loro di fronte ad un piccolo errore o difficoltà.
Ciò non significa non metterci impegno ma ricordarsi che sdrammatizzare ogni tanto fa bene.
Non serve essere perfetti per essere dei buoni genitori.
I papà sembrano saperlo molto bene.
Spesso si rendono disponibili ad aiutare le loro compagne nella gestione dei vari impegni dei figli oppure nella gestione delle faccende domestiche. Propongono il loro aiuto anche se spesso questo intento non viene preso in considerazione.
Affidare loro qualche incombenza per sollevarci da tutte le fatiche di cui ci carichiamo è un aiuto prezioso. Il risultato è assicurato comunque anche se magari in modo meno preciso e curato nel dettaglio.
I papà inoltre non esitano a chiedere la collaborazione dei figli nella gestione di determinate situazioni, stimolando così in loro l’autonomia e il senso di responsabilità. Tendono a lasciare che se la sbrighino un po’ più da soli.
La loro spontaneità fa sentire i figli a proprio agio e nello stesso tempo sicuri e protetti.
La cosa
più importante fra tutte è che i papà sanno dare affetto esattamente come le
mamme, mostrando il lato più tenero si sé.
La loro
sfera emotiva resta forse più nascosta rispetto a quella di una donna ma non
per questo risulta essere più povera o meno presente nella vita dei figli.Sono rimasta colpita da una celebre frase che voglio condividere con voi:
“Mio padre non mi ha detto come vivere, ha vissuto e mi ha fatto osservare come si fa” – Clarence B. Kelland.
Seguire l’esempio di un padre aiuta i maschi ad avere un modello a cui ispirarsi e le femmine a cercare in futuro un uomo che assomigli a lui.
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Dal Web
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Ecco
cosa hanno scritto:
“A mio
giudizio ai nostri giorni sempre più assistiamo ad una crisi generazionale,
dove l’adulto trentenne è considerato un “giovane adulto” o peggio un “tardo
adolescente” oppure sentiamo sempre più spesso nominare l’odiosa definizione di
“sindrome di Peter Pan”.
“Essere papà è un’esperienza unica e difficile da raccontare.
La mamma ha avuto nove mesi per assimilare la nascita di un figlio, sono cresciuti lentamente insieme e hanno iniziato il loro "rapporto" prima di tutti gli altri, per il papà no e fino alla nascita non ne ero pienamente consapevole.
Poi quando sono arrivati i sentimenti sono esplosi.
La natura fa provare a un uomo per i propri figli un tipo di amore nuovo, di intensità crescente, diverso dalle esperienze di amore vissute fino a quel momento.
È come iniziare una nuova vita, ieri eravamo in due, oggi siamo tre e poi in quattro.
Le priorità cambiano: i figli, il loro bene e la loro felicità diventano la cosa più importante, tutto per me è passato in secondo piano.
Vederli crescere, imparare cose nuove, sviluppare la propria personalità, cercare di assecondare e sviluppare le loro attitudini,oppure più semplicemente guardare i cartoni animati o leggere un libro abbracciati insieme sul divano, sono esperienze che regalano emozioni straordinarie, che ripagano di qualsiasi sacrificio”.
Papà N71
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Ciò,
ovviamente, si riflette anche nella genitorialità ed il papà il diventa una
sorta di “amichetto” dei figli e sovente dimostra la loro stessa età mentale;
questo apparentemente potrebbe sembrare anche un vantaggio perché aiuta, in
certi momenti, a rendere i problemi meno pesanti e sdrammatizzando le
situazioni di conflitto.
Ma c’è
da chiedersi a che prezzo.
Come
saranno i figli cresciuti da papà attenti più al calcetto del martedì sera od
al ritrovo con i “soci” del venerdì, piuttosto che ai piccoli-grandi problemi
quotidiani dei loro bambini? Saranno essi adulti anche per i genitori?
Matureranno aspettando che i propri padri facciano lo stesso?
Per me
no e per questo credo che la famiglia sia composta da due genitori, entrambi
indispensabili, che insieme cercano (senza farsi troppe illusioni) di educare i
propri figli e commettendo ogni giorno un’infinità di errori, ma almeno ci
provano.
Non
voglio dare giudizi o sparare sentenze, né tantomeno parlare di complesso di
Telemaco, ma vorrei semplicemente che i genitori tornassero a fare (provarci
almeno) gli educatori, magari in chiave più moderna e glamour, ma pur sempre da
adulti”.
Papà Tigre
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Potrei dirti tante cose che rendono bellissimo il ruolo di essere padre, dal primo momento in cui tieni in braccio un figlio fino ad arrivare a quando è un po' più grandicello e cerchi la comunicazione con lui...entrambe le cose ti rendono orgoglioso (sebbene comportino difficoltà) ma io penso che la quotidianità e l'essergli sempre accanto possa essere fondamentale nel percorso di crescita.
Ecco, ciò che mi
piacerebbe realizzare con Valentina, è di diventare un punto di
riferimento su cui contare, nelle paure e nelle gioie, esserci sempre e
sostenerla.
So che non sarà semplice
ma è il mio primario obbiettivo.”
Papà Oscar
Ringrazio di cuore i papà che hanno lasciato il loro sentito
pensiero per condividerlo con i lettori del Blog.
Aspetto altri punti di vista, nel frattempo auguro a tutti: Buona Festa del Papà!!!!
Aspetto altri punti di vista, nel frattempo auguro a tutti: Buona Festa del Papà!!!!

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